Dicembre

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Ci risiamo, mi sono distratta cinque minuti (per la precisione sono passati sette mesi dall’ultima volta che ho scritto, dalla Prima Comunione di Federico) e si è fatto dicembre!

Anche quest’anno ho trascurato tantissimo il blog. Due o tre articoli sono proprio pochi. Fino a qualche tempo fa amavo provare nuove ricette di torte e dolcetti e condividerle, poi da quando in famiglia si è aggiunto un nuovo membro ho lasciato andare questa passione. Non parlo di Bale, il nostro cagnolone biondo, ma del Signor DT1, ovvero il diabete di tipo 1. Tante volte ho pensato di sedermi davanti al pc e raccontare come erano andate le mie giornate, le giornate di una mamma alle prese con la malattia cronica del proprio bambino, ma poi trovavo sempre qualcosa di diverso da fare. Forse perchè mettere nero su bianco queste esperienze significava prenderne coscienza (questo è quello che se mi recassi da me stessa come psicologa mi direi). Ma non si può smettere di essere coscienti di quello che è la realtà, perchè è con essa che dobbiamo fare i conti in ogni istante. Poi ho scoperto la meditazione mindul e grazie ad essa ho imparato a gestire un pochino meglio le mie ansie e ad affrontrare una difficoltà alla volta.

Tramonto, Nube, Meditazione, Buddismo

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Ma torniamo a dicembre. Il mese dei regali, dei panettoni, delle cene, dei saluti e degli auguri. Già gli auguri. In questo periodo dell’anno si augurano solo cose belle, perchè siamo tutti più buoni, è la tv che ce lo dice e noi ci crediamo. Ero pronta a scrivere le peggio cose su questo mese…perchè negli ultimi anni il mio spirito natalizio si è mosso in modo inversamente proporzionale alla crescità della mia età. Non sono così vecchia ma qualche annetto di esperienza sulle spalle comincio ad averlo anche io. E vedo che le persone sono sempre più sole anche se sono circondate da tante cose, vedo che le relazioni sono sempre più superficiali, che basta poco a mandare all’aria una famiglia, che ci si preoccupa molto di più di apparire di stare bene che stare bene veramente. E che il periodo Natalizio esaspera all’enneseima potenza questi atteggiamenti. Si ostentano sentimenti di buonismo ma poi io a tutto questo buonismo non credo più così tanto. Perchè se siamo esseri umani, con sentimenti umani dovrebbe essere Natale tutti i giorni. Ecco ero pronta a fare il solito demagogismo. Ma mi sono fermata un attimo a riflettere. E mi sono detta che invece di guardare a tutte le cose che non mi piacciono, alle cose che vorrei andassero diversamente voglio guardare a quanto c’è di positivo nella mia vita ed intorno a me. Sì perchè ogni giorno gli eventi mi ricordano che la vita è dannatamente corta, che è unica e che ogni attimo è un attimo buono per essere felici.  Ogni istante è quello buono per dire ai nostri cari che li amiamo, a fare una carezza ai nostri cuccioli, ad osservare un fiore sul ciglio della strada o una strana nuvola nel cielo. Se a Natale possiamo permetterci il lusso di fare tutto ciò allora… benvenuto Natale!

La prima Comunione di Federico

Ieri,  il 1° maggio 2016,  giornata dedicata alla festa del lavoro, è stata per la mia famiglia, e soprattutto per il mio ragazzo, una giornata carica di emozioni. Un’altra piccola ma importante tessera nel mosaico della sua vita. E’ così che ieri Federico ha ricevuto il sacaramento della Prima Comunione. Dopo un lungo percorso iniziato ad ottobre con le lezioni settimanali di catechismo e la partecipazione alla messa, che ha affrontato con responsabilità e impegno costante ieri ha potuto celebrare la sua festa.

E’ stato davvero emozionante vedere il mio Federico seduto insieme a tutti gli altri bambini vicino all’altare. Osservavo il suo viso e pensavo a quanto stia crescendo in fretta ma allo stesso tempo vederlo crescere ed affrontare passi importanti della sua vita mi rende decisamente orgogliosa di lui.

Purtroppo il tempo non ha voluto concederci una giornata di sole, ma la pioggia e il freddo non ci hanno impedito di trascorrere la giornata circondati dai nostri affetti più cari.

Come per ogni occasione di festa, non poteva mancare la torta per il grande giorno del mio ometto! (Pan di Spagna alla vaniglia farcito con crema alla stracciatella!

 

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E per portare un po’ di colore sulla tavola anche una torta di frutta!

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Ed ora si ricomincia, pronti per affrontare tante nuove tappe di vita!

Ricomincio da qui

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Quale giornata migliore per ricominciare a scrivere? Una giornata di primavera, il sole che brilla su un fantastico cielo di un azzurro scuro intenso, il vento che spazza via le nuvole e le porta lontano…

Il lungo inverno di riflessioni e di pensieri è finito. Ora la nuova stagione porta con sè nuova voglia di vivere, di aprirsi a nuove avventure ed imparare tantissime cose nuove.

Seduta qui su una pietra, mentre osservo giocare due pezzettini del mio cuore, il mio bimbo più piccolo ed il mio amico a quattro zampe, in mezzo al verde ed alla natura, accanto ad un ruscello che scorre, con la sua acqua che prosegue inesorabile il cammino verso il mare, penso a quanto sia preziosa la vita, e a quanto sia bello poterla scoprire ogni giorno.

Ed è così che vorrei imparare a vivere ogni attimo, con la curiosità, la gioia e la ferschezza di un bambino che ancora rimane meravigliato da come sia divertente buttare una pietra in un ruscello e ridere sentendo gli spruzzi dell’acqua sul proprio viso!

 

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Bye Bye 2015

Il vecchietto con la giubba rossa e gli stivali neri, tanto atteso dai piccini, è venuto, ha consegnato i suoi doni ed ora è ritornato alla sua deliziosa casetta a riposare in vista di una nuova visita nel nostro mondo fra un annetto. Ha portato diversi doni, ha reso qualcuno più soddisfatto, qualcuno meno ma di sicuro ci ha lasciati tutti quanti qui con la consapevolezza di un anno in più sulle spalle…

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Fine dell’anno, tempo di bilanci, tempo di pensieri, di riassunti, di iniziative, di buoni propositi.

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Io non amo molto lamentarmi degli anni passati, in generale, perchè in ogni anno, e sì che 365 giorni sono lunghi, ci sono cose di cui essere felici ed altre meno. Fino a quest’anno ho sempre ritenuto di essere una persona molto fortunata.

Il 2015 mi ha insegnato molto. Mi ha tolto molte cose, mi ha tolto sicurezza, mi ha tolto certezze, mi ha tolto spensieratezza, mi ha fatto sentire sola, mi ha tolto quasi tutte le lacrime che potevo piangere. Ma in cambio mi ha dato forza, forza di affrontare una situazione che mai avrei potuto immaginare, mi ha dato la consapevolezza che i bambini hanno coraggio da vendere e che osservando ogni giorno la loro energia non possiamo che trarne beneficio. Mi ha insegnato che si può e si deve contare innanzitutto su se stessi, perchè il mondo e a volte anche chi ami non ti capisce fino in fondo.  Mi ha insegnato che è sbagliato crearsi apettative sulle persone, perchè l’immagine che noi ci creiamo delle persone può il più delle volte non corrispondere a quello che sono realmente e quando ce ne accorgiamo questo ci fa soffrire. Mi ha anche fatto conoscere l’amore incondizionato di un nuovo amico a quattro zampe, che nei momenti più duri è valso più di mille parole. Mi ha spronato a rimettermi a studiare, ad informarmi di più, a leggere di più e a non stare ferma e chiusa nel mio piccolo bozzolo.

Quindi come valutare questo bilancio. In negativo? A prima vista potrebbe sembrare di si. Ma invece voglio considerarmi fortunata anche per questo anno che sta andando via. Innanzitutto perchè sono ancora qui a raccontarlo, e questo non è poco. Poi perchè in ogni giorno è possibile trovare qualcosa di buono e per cui valga la pena sorridere: un bacio dei miei bambini, una corsa insieme al mio Bale, un grazie di una signora a cui ho dato un passaggio. Le cose brutte ci sono, le vediamo in televisione e anche intorno a noi, ma quello che importa secondo me, è dare il giusto peso ed il giusto valore alle esperieze che viviamo. Forse così è possibile costruirsi un piccolo angolo di felicità!

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Il Natale nel sorriso dei bambini


Novembre stava finendo, e tutto intorno a me cominciava a prendere una piega natalizia: le pubblicità alla televisione, le vetrine dei negozi, i panettoni nei supermercati… Ho cercato di voltarmi dall’altra parte, di non sentire e di non vedere, mettendo la testa sotto la sabbia, a mo’ di struzzo. Non mi sentivo assolutamente pronta ad affrontare questo momento che ha perso la sua magia tanto tempo fa e che ha molto più del frenetico che dello spirito d’Amore tanto decantato. A riprova di questa apatia nei confronti del Natale il fatto che al giorno dell’Immacolata ancora non avevo fatto una lista per i regali! Negli anni passati non mi facevo mai cogliere impreparata all’evento mentre quest’anno anche il pensiero dei regali mi andava un po’ stretto. Non parliamo poi delle decorazioni, del Presepe o dell’albero di Natale.

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Tutto questo fino a quando i miei bambini mi hanno chiesto di fare insieme l’albero, di tirarlo fuori dalla cantina perchè senza un albero Babbo Natale non avrebbe saputo dove lasciare i regali. Così tutti e tre dopo aver decorato i nostri alberelli (perchè alla fine ne abbiamo fatti due!) abbiamo messo insieme il puntale in cima agli alberi.2015-12-05 10.28.46

 

E poi mi hanno chiesto di fare una letterina insieme a loro, ed ecco che ci siamo ritrovati seduti al tavolo con me che ho disegnato Babbo Natale e loro che si sono divertiti a colorarlo.

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Poi il mio piccino, Riccardo mi ha chiesto come fa Babbo Natale a sapere se i bimbi si comportano bene per ricevere i regali… ed io gli ho spiegato che Babbo Natale ha tantissimi aiutanti, dei piccoli folletti, che sono un po’ magici, e ci guardano in segreto, ma noi non li vediamo e non sappiamo di preciso quando loro sono vicino a noi. E piano piano i miei due tesori sono riusciti a sciogliere un pochino la coltre di ghiaccio che si stava formando sul mio cuore come una corazza. Mi hanno fatto tornare in mente a quanto amassi anche io da piccina questo periodo dell’anno, a quanto fosse bella l’attesa del giorno più speciale dell’anno. E’ proprio grazie a loro che tutto riprende senso, e ai loro sorrisi quando insieme immaginiamo quali saranno i regali che Babbo Natale vorrà portarci. Sono loro che, con la gioia pura non mediata da pensieri razionali e calcolatori, alleggeriscono le giornate cariche di pensieri negativi.

Voglio dedicare questo post ai miei bambini, perchè proprio grazie alle loro richieste, e un po’ alla loro innocente insistenza mi hanno fatto sentire di nuovo il calore del Natale.