La vera storia della befana… secondo me!

In una borgata montana di un paesino sperduto dell’Appennino, in una casina piccola piccola fatta di pietra, proprio come quelle che incontri quando vai a fare lunghe passeggiate nel bosco e per lunghi tratti non vedi altro che alberi e foglie fino a quel mucchio di pietre che deduci essere state una dimora nei tempi passati, vive una vecchina dai capelli bianchi bianchi.

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Nessuno del paese però la conosce per davvero. Sono in pochi quelli che si sono avventurati fin lassù e di questi pochi ciascuno racconta una sua versione. La versione che mi è piaciuta di più è quella del vecchio Mario.

Racconta Mario, un vivace vecchietto dagli occhi azzurro cielo, che da piccino una mattina durante il periodo di Natale mentre giocava davanti a casa insieme al suo cagnolino Biagio ad un tratto sentì come uno strano movimento nell’aria. Il fedele Biagio drizzò le orecchie e all’improvviso iniziò a correre verso la montagna. D’istinto Mario corse dietro al suo cane per paura di perderlo e dopo una lunga corsa si trovò davanti alla casa della vecchina e vide lei che stava accarezzando Biagio. Sembrava una dolce nonnina, con una lunga gonna blu scuro, un maglione marrone ed un grembiule a fiori. I capelli bianchi bianchi ed il viso solcato da tante rughe. Mario riuscì a dire “Bbbuongiorno Ssignora, grazie di aver tenuto il mio cane” “Ciao Mario – rispose lei – sono contenta che tu sia venuto a trovarmi!” Mario non sapeva come mai la nonnina sapesse il suo nome, forse era amica dei suoi nonni giù al paese. Mario era trafelato e molto stanco per la corsa così la nonnina lo invitò dentro casa per bere qualcosa di caldo. Quando Mario entrò rimase stupito nel vedere quanto fosse graziosa quella casetta seppur molto semplice. Ma non potè fare a meno di notare che su una sedia accanto al camino c’erano tantissime calze di diversi colori. Come tutti i bambini Mario era molto curioso e non riuscì a trattenere la domanda sul perché la vecchina avesse così tante calze. Lei raccontò a Mario che quando era stata bambina aveva solo due paia di calze e i suoi piedini erano sempre freddi. La sua mamma le rammendava quelle calzette ormai logore con tanto amore, ma i suoi piedini restavano sempre freddi ed intirizziti.  Finalmente per il suo ottavo compleanno, il sei gennaio, ricevette un nuovo paio di calze di lana, calde e morbide. Fu così felice del suo regalo che chiese alla sua mamma di poter imparare a lavorare ai ferri per fare lei stessa delle calze. Crescendo, ogni volta che veniva pagata per i lavoretti che riusciva a fare nel paese dopo aver contribuito ad aiutare la sua famiglia, metteva da parte qualche soldino per comprare la lana per confezionare delle calzine da regalare ad altri bambini poveri. Gli anni passarono ma lei continuava a fare calzine per tutti da regalare il giorno del suo compleanno. Quel giorno, quando per Mario fu il momento di andare a casa la nonnina regalò a Mario un paio di calze.

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Lui timidamente accettò ma era molto più fortunato dei bimbi che la vecchina aveva aiutato in precedenza perché aveva sempre avuto delle buone calze, poche scarpe ma mai mancate le calze. La nonnina che aveva visto un leggero turbamento sul viso del piccolo Mario aprì lo stipite del mobile e prese una scatola di latta dove c’erano dei biscotti. Prese una delle calze date a Mario e mise dentro anche qualche biscotto. “Ecco così forse la tua calza sarà più gradita!” Mario arrossì ma ringraziò di vero cuore la nonnetta per il prezioso dono e di corsa si avviò verso casa stringendo tra le mani il suo regalo.

 

Quando Mario fu a casa raccontò la sua storia alla mamma che dopo essersi preoccupata per l’assenza del figlio si sentì sollevata. Disse a Mario che nei prossimi giorni sarebbero tornati insieme a ringraziare quella vecchina così gentile e magari portarle in dono qualcosa della loro casa. Solo verso sera Mario si accorse che nella corsa di ritorno verso casa aveva perso una delle calze e gli era rimasta solo quella piena di biscotti.
Qualche giorno dopo Mario insieme alla sua mamma tornò nel bosco per ringraziare la vecchina ma non riuscì in alcun modo a ritrovare la casa, nonostante l’aiuto del fiuto di Biagio.  Passarono i giorni e Mario non ripensò più a quell’avventura…fino all’anno successivo, quando la mattina del sei gennaio svegliandosi trovò al fondo del suo letto una calza con dentro tanti buoni biscotti e questo successe per tanti altri anni ancora…

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