“Siamo davvero umani?”

Non amo molto guardare i telegiornali. Non sono mai stata appassionata di notizie di cronaca che ci raccontano di anziani uccisi nella propria casa per il furto di pochi euro o di un cellulare, giovani donne violentate e i loro corpi martoriati, guerre, giraffe che vengono uccise negli zoo perchè in esubero, leoni che vengono trucidati per il piacere dei cacciatori… Insomma potrei scrivere numerosi libri per tutte le brutte notizie che non mi piace sentire e non voglio fare sentire ai miei bambini. Uno dei motivi per cui non guardo volentieri i notiziari è anche dovuto al fatto che vorrei evitare di fare vedere ai miei ragazzi tutte le brutturie del mondo e di dover rispondere alle loro domande al riguardo.

Eppure poi mi rendo conto che non posso vivere senza sapere per nulla cosa mi succede intorno e quindi alla fine le notizie mi ritrovo a leggerle su internet o a sbirciare su quei canali che danno notizie 24h su 24.

Oggi tutti quanti si sono ritrovati a parlare dell’immagine di un bimbo morto sulla spiaggia. Un bimbo che con la sua famiglia stava scappando dalla guerra. Ho letto soprattutto due posizioni, quelli che dicevano che fosse giusto mostrare al mondo intero questa immagine molto forte e quelli che invece ritenevano ingiusto mettere in mostra il dolore. Che sia stato fatto per aumentare le vendite dei giornali o per scuotere le coscienze a me poco importa. La morte di questo piccolo innocente è triste e grave come tutte le morti di piccoli innocenti in ogni parte del mondo. La storia di questo bimbo forse tocca di più perchè si tratta di un bimbo che poteva essere il figlio di ciascuno di noi. La sua famiglia stava solo cercando un posto dove non andare incontro a morte certa, ha inseguito una speranza che purtroppo si è infranta come le onde su quella maledetta spiaggia.

E’ per questo che non mi piace vedere le brutte notizie. Io ammetto con tristezza di fare parte della categoria degli struzzi, di quelli che preferiscono non vedere e non sapere. Di quelli che hanno paura a reagire perchè hanno paura di perdere quello che hanno nel loro mini mondo perfetto.

Siamo ancora esseri umani? Ma forse la domanda più giusta che dovremmo porci è se lo siamo mai stati.

E non credo che i Barbari si fossero fatti tanti problemi qundo hanno invaso le terre dei Romani, così come non credo che nel Medio Evo ci fosse pietà nei villaggi che venivano saccheggiati. Non c’era umanità nei confronti degli altri esseri umani allora e anche se sono passati secoli non siamo cambiati. Non credo affatto che l’immagine di quella piccola creatura questa notte tolga il sonno ai nostri “padroni”. Ma non voglio essere ipocrita ed ammetto che non lo toglierà nemmeno a me. Perchè so che i miei bambini stanno dormendo al sicuro nei loro lettini. E so che domani avranno la fortuna di alzarsi e poter fare una buona colazione per poi poter andare a giocare fuori con la loro bicicletta.

Siamo fortunati. Viviamo nel benessere. Rinuncerei a tutte queste cose? Probabilmnete no. Forse potrei donare qualcosa a chi è più sfortunato ma non rischierei di perdere tutto.

Ma se fossi stata io la mamma di quel bimbo mi sarei comportata nello stesso modo. Ci avrei provato a portare via i miei figli dagli orrori della guerra. Così come tutte le mamme e i papà che stanno provando a garantire ai loro piccini qualcosa in più della sofferenza.

Non credo che domani succederà qualcosa di diverso. Domani forse si apriranno molte nuove polemiche. Parole e ancora parole. Mentre ancora tanti altri bambini moriranno nel mondo, chi per la fame, chi per una malattia, chi perchè ha provato a costruire un futuro migliore.

E purtroppo noi saremo ancora lì, a guardare.

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