Quadrotti di torta al cioccolato e frosting alla panna

Va ancora di moda regalare qualcosa di alimentare? Io credo di sì, soprattutto se il dono è fatto in modo artigianale e genuino per una persona a cui si vuole bene. Il prodotto acquista un sapore migliore!!

Era da un po’ di tempo che non mi dedicavo alla creazione di un dolcetto ma oggi mentre pensavo a quale sarebbe stato un bel regalo per mio suocero che ha compiuto 70 anni sono giunta alla conclusione che avrebbe apprezzato molto di più un dessert che non il classico maglione da nonno!

Allora mi sono messa all’opera! Ovviamente il dolcino doveva essere al cioccolato, che è il suo gusto preferito. Inizialmente ho pensato ad una torta ma “dolce facendo” ho deciso di fare una torta e poi di tagliarla a quadretti per dare un aspetto più originale.

Ecco il risultato:

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Un anticipo di scuola

Un pomeriggio nella scuola dei grandi! Questa l’esperienza che i bambini della scuola dell’infanzia hanno provato mercoledì all’open day, “scuola a porte aperte” per conoscere quale sarà la loro futura scuola a partire da settembre. In questo piccolo gruppetto di futuri alunni c’era il mio Riccardo. Lui e altri suoi compagni di asilo sono stati i protagonisti in prima fila di questo assaggio di scuola.

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La nostra è una piccola scuola di provincia, abbiamo solo due multiclassi, prima e seconda e l’altra composta da terza quarta e quinta. Una realtà che spaventa molti se non viene conosciuta da vicino.

Nel corso di questi anni però ho avuto modo di conoscerla meglio perchè Federico prima di Riccardo ha intrapreso questo percorso. Le conclusioni alle quali sono arrivata sono che una scuola per piccola o grande che sia può funzionare bene solo se le persone che ci lavorano credono in quello che fanno. Soprattutto in questi anni in cui la fantomatica crisi economica ha portato ad ulteriori tagli anche nella scuola pubblica che già non godeva di ottima salute. Per fortuna la nostra piccola scuola è una di quelle realtà dove contano le persone e quindi grazie all’impegno degli insegnanti e anche dell’amministrazione comunale, che nella scuola ha sempre creduto, possiamo beneficare di piccoli grandi risultati. Con i pochi mezzi a disposizione ed un po’ dell’aiuto da parte delle famiglie si riesce sempre a costruire un buon ambiente per i ragazzi.

Alla fine dell’incontro, durante il quale i futuri allievi hanno conosciuto i futuri maestri e provato l’emozione di fare i loro primi disegni nei banchi dei bambini grandi, tutti sono usciti contenti e soddisfatti da questa avventura.

Il mio augurio è che questi piccoli ometti e signorine possano mantenere tutto l’entusiasmo di questa giornata e percorrere al meglio il loro nuovo cammino di vita!

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La vera storia della befana… secondo me!

In una borgata montana di un paesino sperduto dell’Appennino, in una casina piccola piccola fatta di pietra, proprio come quelle che incontri quando vai a fare lunghe passeggiate nel bosco e per lunghi tratti non vedi altro che alberi e foglie fino a quel mucchio di pietre che deduci essere state una dimora nei tempi passati, vive una vecchina dai capelli bianchi bianchi.

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Nessuno del paese però la conosce per davvero. Sono in pochi quelli che si sono avventurati fin lassù e di questi pochi ciascuno racconta una sua versione. La versione che mi è piaciuta di più è quella del vecchio Mario.

Racconta Mario, un vivace vecchietto dagli occhi azzurro cielo, che da piccino una mattina durante il periodo di Natale mentre giocava davanti a casa insieme al suo cagnolino Biagio ad un tratto sentì come uno strano movimento nell’aria. Il fedele Biagio drizzò le orecchie e all’improvviso iniziò a correre verso la montagna. D’istinto Mario corse dietro al suo cane per paura di perderlo e dopo una lunga corsa si trovò davanti alla casa della vecchina e vide lei che stava accarezzando Biagio. Sembrava una dolce nonnina, con una lunga gonna blu scuro, un maglione marrone ed un grembiule a fiori. I capelli bianchi bianchi ed il viso solcato da tante rughe. Mario riuscì a dire “Bbbuongiorno Ssignora, grazie di aver tenuto il mio cane” “Ciao Mario – rispose lei – sono contenta che tu sia venuto a trovarmi!” Mario non sapeva come mai la nonnina sapesse il suo nome, forse era amica dei suoi nonni giù al paese. Mario era trafelato e molto stanco per la corsa così la nonnina lo invitò dentro casa per bere qualcosa di caldo. Quando Mario entrò rimase stupito nel vedere quanto fosse graziosa quella casetta seppur molto semplice. Ma non potè fare a meno di notare che su una sedia accanto al camino c’erano tantissime calze di diversi colori. Come tutti i bambini Mario era molto curioso e non riuscì a trattenere la domanda sul perché la vecchina avesse così tante calze. Lei raccontò a Mario che quando era stata bambina aveva solo due paia di calze e i suoi piedini erano sempre freddi. La sua mamma le rammendava quelle calzette ormai logore con tanto amore, ma i suoi piedini restavano sempre freddi ed intirizziti.  Finalmente per il suo ottavo compleanno, il sei gennaio, ricevette un nuovo paio di calze di lana, calde e morbide. Fu così felice del suo regalo che chiese alla sua mamma di poter imparare a lavorare ai ferri per fare lei stessa delle calze. Crescendo, ogni volta che veniva pagata per i lavoretti che riusciva a fare nel paese dopo aver contribuito ad aiutare la sua famiglia, metteva da parte qualche soldino per comprare la lana per confezionare delle calzine da regalare ad altri bambini poveri. Gli anni passarono ma lei continuava a fare calzine per tutti da regalare il giorno del suo compleanno. Quel giorno, quando per Mario fu il momento di andare a casa la nonnina regalò a Mario un paio di calze.

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Lui timidamente accettò ma era molto più fortunato dei bimbi che la vecchina aveva aiutato in precedenza perché aveva sempre avuto delle buone calze, poche scarpe ma mai mancate le calze. La nonnina che aveva visto un leggero turbamento sul viso del piccolo Mario aprì lo stipite del mobile e prese una scatola di latta dove c’erano dei biscotti. Prese una delle calze date a Mario e mise dentro anche qualche biscotto. “Ecco così forse la tua calza sarà più gradita!” Mario arrossì ma ringraziò di vero cuore la nonnetta per il prezioso dono e di corsa si avviò verso casa stringendo tra le mani il suo regalo.

 

Quando Mario fu a casa raccontò la sua storia alla mamma che dopo essersi preoccupata per l’assenza del figlio si sentì sollevata. Disse a Mario che nei prossimi giorni sarebbero tornati insieme a ringraziare quella vecchina così gentile e magari portarle in dono qualcosa della loro casa. Solo verso sera Mario si accorse che nella corsa di ritorno verso casa aveva perso una delle calze e gli era rimasta solo quella piena di biscotti.
Qualche giorno dopo Mario insieme alla sua mamma tornò nel bosco per ringraziare la vecchina ma non riuscì in alcun modo a ritrovare la casa, nonostante l’aiuto del fiuto di Biagio.  Passarono i giorni e Mario non ripensò più a quell’avventura…fino all’anno successivo, quando la mattina del sei gennaio svegliandosi trovò al fondo del suo letto una calza con dentro tanti buoni biscotti e questo successe per tanti altri anni ancora…

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Regali non convenzionali

Anche se il Natale è passato e la maggior parte dei regali è stata scartata c’è qualcuno che ha atteso qualche giorno per poter ricevere il suo.

“E se invece di comprarci qualcosa di materiale come un vestito o un paio di orecchini o un profumo, ci regalassimo una giornata tutta per noi?”.

Così io e mio marito abbiamo deciso di chiedere in regalo ai nonni un po’ di tempo da passare con i ragazzi e allo stesso tempo poter permettere a noi di trascorrere un po’ di tempo come coppia! Un avvenimento davvero eccezionale: tra lavoro, casa, scuola ed allenamenti non sempre si riesce a dedicare il giusto spazio allo stare insieme, allo scambiarsi dolci sguardi e chiacchierarare del più e del meno con quel po’ di spensieratezza che raramente ci permettiamo di vivere…

Abbiamo scelto una meta facile, la nostra città: Torino. Ci piaceva l’idea di viverla per un giorno come turisti.

Abbiamo pranzato in un piccolo ma delizioso ristorante giapponese, il Fujisan dove abbiamo gustato dell’ottimo sushi preparato sul momento con la formula “All you can eat”.

Poi ci siamo spostati verso il centro della città dove abbiamo passeggiato in via Roma, via Lagrange ed ammirato le bancarelle del mercatino natalizio di Piazza Castello. La giornata era bellissima, la temperatura decisamente mite e questo ci ha permesso di godere di attimi davvero piacevoli. Abbiamo ammirato tanti artisti di strada che con la loro musica ed i loro giochi allietavano il via vai dei passanti.

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Infine rientrando verso casa una sosta alla nostra gelateria preferita dove ci siamo concessi un buon dessert.

La giornata è trascorsa in modo sereno, uno splendido modo per augurarci Buon Natale!

Regalare ricordi, regalare emozioni…

Eccoci, ci siamo quasi! Manca davvero pochissimo a Natale. E se per qualunque motivo, conscio o inconscio, perdessi la cognizione del tempo, nessun problema perché il mio piccolo Riccardo da un po’ di tempo al mattino mi chiede quanto  manca al giorno dell’anno più atteso da tutti i bambini.

Perché per questi piccoli cuori il giorno di Natale è un giorno carico di emozioni e di sorprese, è il giorno in cui la famiglia si riunisce, si passa tanto tempo tutti insieme e si ricevono tanti regali.

 

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Nonostante nel corso degli ultimi anni abbia perso quella bella sensazione della magia del Natale, avendo accanto a me i miei bambini e anche i miei nipotini non posso fare finta di nulla e sprofondare in un letargo tattico che va dal 20 dicembre al 10 gennaio (prenderei qualche giorno in più perchè non si sa mai!), quindi mi ritrovo anche io invischiata nella rete dei regali. Anticipo che non sono contraria ai regali, anzi, amo molto farli e riceverli, però preferisco quelli più spontanei rispetto a quelli “a comando”. E a Natale… Ma non si possono lasciare dei bambini senza regali giusto? O forse sì, ma la delusione nei loro occhi sarebbe così grande che verrebbe compromesso anche l’altro regalo che vorrei fare loro implicitamente e che porteranno con sè per il resto della vita. Il ricordo.

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Ora se chiudo gli occhi per qualche istante e ripenso alla festa di Natale di quando ero bambina mi torna alla mente la dolcezza di quelle giornate passate in casa con la mia mamma e mia sorella a preparare tanti manicaretti per il giorno di Natale. Ricordo  quanto fosse bello poter mangiare insieme agli zii ed ai miei cugini e poter giocare a carte tutti insieme, ricordo il baccano che facevamo ed i vetri appannati. Non ricordo di preciso tutti i regali ricevuti a Natale ma ricordo queste sensazioni di benessere, di divertimento, di allegria. Penso sia questo il regalo più prezioso. Non lo vendono  su Amazon e non lo si può comprare neanche con Mastercard!Sono ricordi di vita che fanno parte di me, che hanno costruito la mia personalità fino ad oggi e soprattutto sono ancora qui con me. Vorrei che anche ai miei figli restasse questo dono, vorrei costruire momenti felici dei quali possano fare tesoro anche quando le cose brutte della vita di tutti i giorni provano a lasciarti senza sorriso.

 

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